Libretto di istruzioni personali. Una sorta di bugiardino con avvertenze, controindicazioni ed effetti collaterali. Leggilo attentamente, imparati tutte le mie funzioni, non sono più in garanzia ma comunque richiedo poca manutenzione.
Io e una collega che potrei chiamare Pollon, perchè ha questo modo di fare un po' "fumettoso"... dicevo, quindi, io e Pollon domani ce la prendiamo comoda e ci teniamo tutta la giornata per raggiungere la ridente Verona.
Per piacere?
Obviously not. Ma quasi. Al colloquio ho chiesto se c'era la possibilità di fare corsi di aggiornamento e mi hanno accontentato subito. Una due-giorni di full immersion di modellazione tridimensionale con un programma a cui ho già fatto le pulci nelle prime due settimane del mio nuovo lavoro. Mi porto dietro due fogli fitti fitti di domande da fare a costoro, perchè ca....spiterina ci sono giusto *un paio* di cose che non riesco a fare. Tipo impostare correttamente la normativa, una cosa di *secondaria* importanza.
Beh almeno spero di tornare con qualche problema in meno... fino ad oggi ho lavorato con questo programma che ho dovuto studiare da sola, per un lavoro in India da fare, quindi, con le normative indiane, che il suddetto programma ovviamente non supporta, e la relazione di calcolo da fare in inglese... avevo una relazione di esempio, è vero, ma oggi ho scoperto con mio grande rammarico che la deve aver scritta qualcuno che sapeva -chessò- il croato, il kazakistano, il neozelandese stretto, non certo l'inglese!! =_=
Ps: le news su quello che succede in ufficio al mio rientro!
Ora che ho finalmente firmato il contratto posso sbottonarmi e dire che non lavoro più con Houston e Ladyl.
Non che nel nuovo ufficio non ci sia da raccontare...
Donne poche, ma ben piazzate. Pazzi furiosi al comando di pc con doppi schermi. Gente fuori di mela, divisa fra "scafisti" (quelli che hanno la stanza più bella e le sedie nuove), "navali" (quelli dell'openspace, gettati alla rinfusa in un enorme stanzone) e "meccanici" (divisi in due stanze, fumatori e non).
Devo ancora inventarmi i nomi, ma tra i folli ce n'è uno che è il primo ad arrivare e l'ultimo ad andarsene (e non si stacca quasi mai dalla scrivania), uno con la pettinatura di Wolverine, uno che mi ha già messo al corrente di tutti i ceti, uno, il più folle di tutti, che di punto in bianco mi chiede: "senti ma... gli orecchini li hai fatti tu? Che finitura hai dato? No, perchè li faccio anch'io...", uno che per annunciare il suo arrivo sbatte i cassetti o ti urla in un orecchio, gente che prende il guaranà al posto del caffè, uno che assomiglia a Lerch (soprattutto in altezza) e lo chiamano "piccin", il mio superiore che l'altro giorno dopo pranzo ha salutato tutti ed è andato al mare, gente che si spaccia per ingegnere e non lo è, architetti, ingegneri chimici, geometri, insomma un pout purri di gente senza arte nè parte... però sono molto simpatici :-)
Sarà SICURAMENTE un caso, ma per la serie "lavori edificanti da far fare a Frensis" oggi mi dedico a correggere una relazione Word di Houston che non c'entra nulla con il nostro lavoro e di cui noi quindi non vedremo un centesimo. È da stamattina alle 8:30 che ci sono sopra, non ne posso più di valle del Drino Nero, di sabbia ciottolosa tufitica e di inghiottitoi carsici!!!!
Una delle tante discussioni al lavoro... atto XXIV
Houston: "Frensis c'è da aggiornare questa tavola fatta dagli architetti... non ci hanno più mandato l'ultima versione"
Frensis: "Ma non possiamo chiamarli e chiedergliela?"
Houston: "Si... ma... beh... uhm... se la fai tu è meglio."
Come diavolo fa ad essere meglio se faccio io una cosa che non è il mio lavoro, che è una rottura di palle infinita e, soprattutto, che probabilmente qualcuno ha già fatto e tiene in un cassetto?!?
Una delle tante discussioni al lavoro... atto XXIII
Houston: "Forbici forbici forbici..." Frensis: "Forbici no, c'è il taglierino" Houston: "Ah... ma non le abbiamo mai avute le forbici?" Frensis: "No... mi sono sempre arrangiata con il taglierino"
Passano 5 minuti.
Houston: "Uhm... e ce l'abbiamo il coso che fa i buchi ai fogli?" Frensis: "No... hai sempre detto che è meglio mettere i fogli nelle copertine trasparenti senza bucarli" Houston: "Ma sei sicura? Eppure mi ricordo che lo usavo..."
Una delle tante discussioni al lavoro... atto XXII
Il bello del venire a lavorare il 2 di giugno è che il traffico è praticamente inesistente. Uscendo alla solita ora sono arrivata in ufficio 20 minuti prima... alle 8.30 in punto infilavo la chiave nella porta... e ovviamente non c'era nessuno. Nessuna indicazione, nessun foglio volante con la magica scritta "Per Fra". Non sapendo cosa fare, decido di andare a fare colazione. Torno, nessuno. Aspetto. Alle 9:10 mi decido e telefono.
Houston: "Sei in ufficio? Ah.. ma io non arriverò prima di un'ora." Frensis: "..." Houston: "Nel frattempo puoi andare avanti con la pratica di occupazione di suolo pubblico"
Non volevo dirtelo ma... quella pratica è pronta da mercoledì scorso.
Houston: "Frensis cerca un po' questo tizio" (mi dà nome e cognome) "...penso sia lui il legale rappresentante del condominio"
Frensis: "Hai qualche dato oltre al nome e cognome? Indirizzo, numero di telefono... qualcosa?"
Houston: "No nulla... vedi un po' se lo trovi"
Frensis: "..."
Confronto un minuscolo pezzetto di mappa catastale del condominio con la mappa di Levanto di google maps. Con un po' di fortuna riconosco le sagome degli edifici e delle strade e ricavo un possibile indirizzo del condominio. Cerco il tizio sulle pagine gialle. Esiste un'agenzia immobiliare con quel nome a 500 metri dal condominio. Non può essere un caso... telefono fingendo di sapere di cosa sto parlando e di avere la situazione sotto controllo... era lui.
Houston: "Dunque c'è da cercare anche l'impresa... piccole dolomiti forse... qualcosa con dolomiti..."
Frensis: "Così è dura però..."
Houston: "Ma scusa, non ti avevo dato i fogli con i dati?"
Frensis: "Che dati? A me non hai dato nulla..."
Houston: "Massì... cosa ne hai fatto?" (!!!)
Alla fine li troviamo... 5 fogli completi di nomi, cognomi, indirizzi, persino codici fiscali.
Il bello è che quando i miei me l'hanno comprata, ho insistito e anche tanto per avere proprio la vespa, per avere proprio quel modello lì, perchè mi piaceva. E non volevo sentire ragione, non avrei accettato nient'altro, nel modo più assoluto. Ora, dopo 6 anni, mi ritrovo con un catorcio che non so più da che parte rivoltare e che mi sta facendo diventare matta. Negli ultimi 3 mesi l'ho portata da 4 meccanici diversi.
Prima un controllo generale, cambio olio, controllo freni, tutto sembrava filare liscio.
Poi decide di non accendersi più. Cambio candela, io con le mie sante manine, guidata da Houston (eh forse è lì il problema...), che ha le mani troppo grosse e quindi, dopo avermi promesso che ci pensava lui, ha fatto sporcare me.
Il problema si ripone, così stavolta vado dal meccanico che mi cambia la batteria. Ovviamente la stronza va bene per un paio di giorni, poi siamo daccapo. Sono diventata una maga dell'accensione con i cavi, in particolar modo il lunedì mattina. Non solo, di punto in bianco partono le luci e non una lampadina, ma tutte le luci. La porto allora da un altro meccanico, che mi cambia l'interruttore delle luci, e fa un controllo generale, smontando anche la pedivella.
Gaudio e giubilo, tutto sembra andare a posto. Dico sembra, perchè il lunedì successivo sono di nuovo a piedi. Sarà un caso... e invece no, perchè il giorno dopo, tornando a casa, mi fermo in farmacia e quando rimonto in sella non ne vuole più sapere. Ovviamente dov'ero? A Cornigliano, esattamente a metà strada fra il meccanico della foce e quello di Prà e nessuno dei due mi viene a prendere.
Altro giro, altro meccanico...
Stavolta pare abbia risolto davvero il problema, la vespa parte anche di lunedì mattina, anche dopo 4 giorni che è stata ferma, anche dopo una notte di pioggia. Ma l'imprevisto è dietro l'angolo, una sera uscendo dall'ufficio si spegne stavolta direttamente in corsa, ovviamente in mezzo ad un incrocio. Torno dal meccanico il quale mi "rassicura" così: "Guarda posso smontarti il carburatore, posso controllare la centralina... ma magari è un caso isolato e non succede più. Unica cosa: non prendere la sopraelevata".
Ottimo. Stai parlando con una che prende la sopraelevata due volte al giorno, tutti i santi giorni.